TARTUFFO
di Moliere
Tartuffo è un impostore, un falso devoto, che riesce
con inganno a conquistare la gratitudine del nobile Orgone.
Il ricco signore protegge il “buon uomo” andando
contro l’intera famiglia. Invano Cleante cerca di
convincere suo cognato ad allontanare il malvagio, al
quale viene data in sposa Marianna già promessa
ad un giovane innamorato. Orgone si rifiuta di credere
a tutte le prove di furfanterie che forniscono i familiari.
Solo Elmira, sua moglie, riuscirà ad incastrare
Tartuffo con un piano infallibile.
La commedia dell’ipocrisia non poteva
avere una messinscena censurata ma assolutamente intraprendente.
La contrapposizione tra l’armamentario di crocifissi
in vasta gamma indossati da Tartuffo e la carica sensuale
e femminile della bella Elmira giocano un effetto suggestivo.
Lo spazio scenico è delimitato dalla spalliera
di un letto gigantesco in rigoroso stile barocco al centro
del quale “vive” una poltrona (simbolo di
potere), il sacro convive con il profano. Tartuffo è
ambiguo: con una mano prega e con l’altra palpa;
è un personaggio che riesce a rendere volgare tutto,
risulta libidinoso persino il pudico dipinto di Rembrandt
“La sposa ebrea” ingigantito e riprodotto
sulla spalliera centrale del letto.
Regia:
Francesco Martinelli
Cast: Antonella Genga, Mariangela
Graziano, Francesco Italiano,
Daniele Lasorsa, Danila Marongiu, Francesco Martinelli
Genere: commedia
Atti: tre
Durata: 120 minuti
Galleria foto
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